





Con il caldo estivo ci vuole proprio una falesia alpina, non tropppo distante e possibilmente di calcare.
Chiedo davvero tanto al fato ma, come per incanto, ne vengo accontentato. Sento parlare della falesia di Lago Nero sopra Cesana che per qualità del calcare e purezza dell'aria si distingue da tutte le altre della zona.
Allora cosa stiamo aspettando?
Dettagli:
vie e difficoltà: una trentina di via dal 4c al 7b con sviluppo fino ai 25 metri.
Partiamo di buona mattina e siamo a Cesana prima delle nove.
Riesco anche ad azzeccare la strada che per me, che non ho senso dell'orientamente, vuol proprio dire una fortuna sfacciata.
Lungo la statale tra Cesana e Bousson notiamo subito una paretina di marmo con prese artificiali. Ci fermiamo che tanto è presto e scendiamo a vedere.
Si, si la roccia è proprio marmo e scommetto che se non fosse per quegli appigli in resina sarebbe impossibile salire le pareti.
La tentazione di provare è troppa nonostante il luogo, certo, sia alquanto inquietante con quello sterminio di prese artificiali e la strada dietro al culo.
Proviamo un tiro sul V+ con tanto di ciapa e tira finale che però non mi dice poi granchè.
Anche l'audace non ne rimane colpita più di tanto, quindi, rifacciamo il sacco e via per il Lago Nero.
La strada non è asfalatata ed è parecchio stretta ma diamo il meglio di noi - e consumiamo anche un pò il volante- ed in una mezz'ora siamo al parcheggio del Lago Nero.
Cribbio che panorama. Siamo in una conca verde in mezzo ai monti - e fa anche un freddo boia per essere estate-.
Il lago nero c'è per davvero, non è solo il nome della località!
Per la sua bellezza lascio giudicar a te, o lettore, dalle fotografie.
La palestra di roccia dista solo dieci minuti di cammino. Ma date le piogge dei giorni scorsi ci muoviamo nel fango. Dando prova di coraggio attraverso per primo un ruscelletto con le birkenstock nei piedi con l'unico deplorevole risultato di uscirne a piedi sclazi con i sandali impantanti nel guado.
Poi si inizia ad arrampicare e la musica cambia tonalità.
La roccia è un bel calcare ancora vergine, molto ruvido.
La chiodatura è buona.
Arrivano le prime realizzazioni poi, quando si incomiciava a prendere gusto, inizia a piovigginare.
Segue la fuga, il ritorno a Cesana dove c'è il sole e fa più caldo.
Non ci resta che tornare alla falesia inquietante, che di smetter di arrampicare non se ne parla ancora.
Come due sfigati ci saliamo tutta questa resina guardandoci a vicenda e ridendo.
Siamo due cretini erano solo due gocce, potevamo rimanere a Lago Nero.
A volte preferirei essere come il giovane Holden; lui avrebbe raccontato solo la versione eroica dei fatti...
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