





Sitten on the dock of the bay mi cantava Micheal Bolton dall'alto parlante del computer mentre visitavo gulliver, il sito con le relazioni di montagna, per scegliere la prima ferrata da fare io e l'audace.
Rocca Bianca, il nome mi salta all'occhio perché so che è sopra la palestra di roccia di Caprie. Quindi vicina a Torino.
Non ci penso su due volte. Si andrà a Caprie.
Dettagli:
- PD prima parte e D seconda parte. 350 metri di dilivello. Tempo complessivo 2-3 h.
- Località: Caprie, Val Susa.
Partiamo ancora una volta di buona mattina. Fa abbastanza caldo.
Raggiungiamo il parcheggio di Caprie in poche più di un quarto d'ora - solo perchè guido io...-.
Imbraghi, kit e partiamo carichi. E' la prima ferrata ma abbiamo le idee chiare.
La tecnica delle ferrate me la sono studiate ben bene sui miei testi dell'associazione guide.
La prima parte è molto facile ma non banale. Ci si diverte senza ansia e si comincia a prendere confidenza. Oso anche fare strane acrobazie. Poi smetto perché a farsi male ci va davvero poco.
La seconda parte è più bella. Iniziano le prime difficoltà con un muretto a pioli distanziati.
Poi altri muretti, uno strapiombo e si arriva al famoso PONTE TIBETANO!
Io che di ponti tibetani non ho mai saliti nessuno dò il buon esempio e procedo per primo.
Più semplice e divertente di quanto pensassi.
Ora tocca al'audace che passa con una sicurezza da habituè.
Ancora una placchetta e siamo in cima.
Evviva.
Gimme five!
Ci montiamo la testa, ci sentiamo due ferratisti d'elitè.
Poi mi pianto un bel volo sul sentiero di ritorno e pesantemente ritonfo nella realtà.
E' ancora mattino quando torniamo alla macchina.
E questo mattino più che mai ha l'oro in bocca...
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