
Questa Pasqua, lasciatamelo dire, si presentava proprio di merda.
Cribbio, ma può sempre far brutto in questa maniera. No. Rispondo, perchè di pioggia neve ed altre brutture quest'anno se ne sono viste fin troppe.
Bisogna cambiare registro.
Anzi cambiamo regione che magari la meteo ci grazia.
Così armi bagagli e cagnulin partiamo alla volta della Liguria con un tempo di quelli brutti-brutti che ci gufa contro.
A Ceva pioviggina ma sembra debbano aprirsi le cataratte del cielo da un momento all'altro.
Insomma, niente di buono. Cribbio. E lo dico la seconda volta, il cribbio, perchè siamo furiosi e Toby non la smette di guardare fuori perchè in fin dei conti ne ha anche lui due palle di 'sto tempo.
Poi come ogni copione che si rispetti avviene il miracolo.
Arrivati ad Albenga smette di piovere ( anche se tutto è ancora nero. sigh. gulp.).
Ma non importa ci dirigiamo risoluti alla falesia della Colletta che pare essere poco frequentata.
Si tratta di un'isolata e piccola palestra di roccia poco oltre il borgo la Colletta dove si scala su muri di grado 6 con qualche sconfinamento nel 7.
Insomma un bel posto a patto che non piova ma questo l'avrete capito è la mia ossessione.
Raggiungiamo la falesia ed il cielo si rasserena.
Ecco il miracolo tanto atteso.
Così almeno per oggi possiamo sfondarci di vie.
Dunque.
Le vie sono tutte meritevoli ma solo se scalate con tranquillità sul 6a/a+ perchè certi 6a di muro mi sono sembrati piuttosto severi.
Discorso a parte per il 7a+ 'tenero giacomo' decisamente un altro registro: partenza nel grottino e traverso ascendente su buone prese ma sempre molto lontane. Un must. Più di forza che di dita. Mentre tutte le altre vie sono piuttosto 'ditose'.
'Drago e Barberis' (6c)meglio evitarla se non dedicate la vostra vita al trave.
E così finisce il primo fortunato giorno.
E come ogni fine vi è un nuovo inizio.
Si sceglie la ciusa per demolirsi ancora di più.
Si tratta di una bella falesia ideale nei periodi caldi perchè quasi tutto il giorno all'ombra. La parete offre itinerari di continuità su terreno leggermente strapiombante.
Insomma c'è di che divertirsi.
E di che cagarsi in mano, se mi perdonate l'espressione perchè all'aumentare delle difficoltà la chiodatura si fa...bella sportiva.
Un bel banco di prova per le braccia ma anche per i nervi.
Fionda che ti fa bene, direbbe qualche amico.
Ma noi che siam conigli ( no, non dite subito coglioni) stringiamo il doppio ogni presa ( ed anche altro...) ed andiamo avanti.
Comunque sia una bella palestra di roccia molto allenante quasi sempre sul grado 6 con qualche 7 di forza-forza-forza su tetto.
Bellissima l'innominata (6c) anche se il calcare giallognolo è proprio un bastardone. Tra l'altro su difficoltà più basse ma non banali c'è un 5+ a destra che finisce su delle lame rosse davvero bello e cromaticamente appetibile ( questa uscita potevo anche risparmiarmela...).
Il pomeriggio poi accade il peggio.
E non lo dico per dire.
A finalborgo un picio pensava bene di passeggiare con due cani slegati (di cui uno di grossa taglia). Ecco questi due cani deficienti del signore deficienti non vanno a saltare addosso a Toby?
Ma cribbio ( terza volta che lo dico).
Risultato: un bel taglio sotto l'occhio destro.
Ma voglio dire: tiene legati 'sti cani, cribbio ( e siamo a 4).
Il padrone era uno stordito presuntuoso che ci ha risposto con un ''tanto sono assicurato''.
Ma che cosa vuoi che me ne freghi adesso? tanto oramai Toby l'hanno morso, deficiente.
E' seguita la lite con finale ad effetto con il sottoscritto che gli urla ( ma dove mi vengono fuori): ''vieni qui tarroncello che ti spezzo''. Inutile dire che non poteva finire altrimenti. Ah tra l'altro il gentleman ci aveva anche detto 'ma succhiamelo, va''. Un vero signore, come se tra l'altro avessimo torto noi....?!?!
Terzo giorno piuttosto avventuroso devo concedercelo.
Ci rechiamo alla falesia Reunion.
Appena arrivati numeroso scritte alla base di alcune vie del tipo ' no climb' ' fittoni instabili' ' resina diffetosa'.
Insomma niente di benaugurante.
Comunque sia decidiamo di partire su un 6a dal nome croc qualcosa.
Sarebbe anche una bella via se non fosse che ti rimane in mano la metà delle prese. Ed arrivi in sosta con la sensazione di essertela vista brutta.
Così prendiamo armi e bagagli e finiamo di demolire il demolibile alla falesia delle Caprette.
Alle fine ci ha guadagnato Toby grazie a dei ragazzi che cuocevano braciole alla base della falesia!
E concludo con una massima:
Meglio un fine settimana a scalare che una vita in città.
Cribbio se sono saggio. :)
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