
E' meglio avere fortuna che talento.
E non lo dico per dire.
E non sono l'unico che lo dice.
Ne hanno anche tratto un film ( come quale? Cavernicoli...vi metto la locandina).
Specialmente se hai la fortuna di amare la roccia ma la sfortuna di vivere in un paese che non è l'Inghilterra ma come pioggia siamo lì...avete capito: benvenuti nel mondo degli orrori dei climber.
Diluvi almeno una volta al dì che il medico anziché toglierlo di torno lo fan venire ( lo psicoanalista perlomeno).
Ieri muri di pioggia avevano preso possesso delle nostre città e mentre noi ce ne stavamo rintanati in casa qualcuno, l'omino del meteo, faceva di tutto per far accadere il miracolo. Un oasi di sereno il giorno seguente.
Ed infatti... il giorno dopo mi sveglio con le paturnie apro le ante e vedo che ne ho ben donde.
Il cielo è plumbeo, il mio umore è plumbeo, Toby è plumbeo.
Non oso nemmeno pensare che ci possa essere qualche parete asciutta. No, non può essere sarebbe un'anomali intollerabile in questo periodo di sfiga-non-me-la-tolgo-più.
Così esco a far due passi col fratellino.
Siamo spenti che in confronto un ultracentenario pare un lampione. Guardo terra perchè la visione del cielo sarebbe un atto di coraggio che non posso e non voglio permettermi. Ma si, viviamo di codardia ignari che vi possa essere qualche posto asciutto.
O no?
Poi forse folgorato dal fatto d'aver poco talento ( mi ritengo uno degli scalatori meno dotati del globo) punto sulla fortuna ( anche se spesso difetto anche di quest'ultima). Insomma è un po' come credere di poter vincere la lotteria ma rende più felici illudersi. E poi anche se andassi a sbattere la faccia contro un muro non potrebbe esser più doloroso di quest'astinenza da roccia.
Così la metto ai voti con l'audace e Maurizio che ben presto vengono invischiati in questo perverso gioco del tipo ''trova l'unica falesia asciutta e scala fino allo sfinimento''.
Ed infine, come ogni idea geniale (?) che si rispetti, arriva repentina ed inaspettata.
''andiamo a Richiaglio''
Lo dico con naturalezza come se fosse normale di pensare d'andare a Richiagio.
Ed in effetti potrebbe esser così.
E dico solo potrebbe.
La parete è nient'altro che un masso di una trentina di metri nei boschi della val di Lanzo poco dopo il col del Lys. Ora siccome la parete strapiomba abbastanza è probabile che sia asciutta.
Così partiamo senza che gli altri 3 companieros possano ribattere perchè oramai sanno quanto io sia testone.
Raggiungiamo presto l'uscita di Avigliana dell'autostrada ed i primi segni non sono per niente incoraggianti.
La bassa val di Susa è nera, ma la situazione al col del Lys è ancora peggio. Un muro di nebbia nera ( simile al film ''the mist'' per intenderci) separa la val di Susa dalla val di Lanzo.
Nessun problema: ci basta raggiungere il colle, superare quel nero e quella pioggia che lo segue, scendere verso Viù e pregare tutti i sacri mostri dell'arrampicata che a Richiaglio non piova.
Parte seconda: se anche a Richiaglio non dovesse piovere dobbiamo solo sperare che gli strapiombi siano asciutti.
Roba da poco, no?
E' un po' come film americanoidi sulla guerra dove un tizio nerboruto supera milioni di charlie, non viene mai colpito, torna a casa sventa un attentato a danno del presidente degli states e se ne torna ad allenarsi nel suo bunker.
E' semplicemente una trasposione arrampicatoria, ma non credo saremo altrettanto fortunati. Nessuno lo crederebbe.
Ed invece...
E' meglio aver fortuna che talento!
Richiaglio è l'unica, e dico UNICA, zona della val di Lanzo in cui ci sia uno sprazzo di sereno.
Le vie sono asciutte.
Non ci resta che andare all'attacco.
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