Montemale, niente male!











I primi saranno gli ultimi.
Potrebbe avere qualche assonanza religiosa, ma non è così.
No, è il nostro nuovo metodo testato di distruzione controllata. Mi spiego meglio: prendi una falesia ( in questo periodo meglio se esposta a nord), prendi quattro personaggi (tre asini ed un cane) falli arrivare in falesia alle 10 e falli finire alle 18. Ecco, come volevasi dimostrare, avrai quattro personaggi sfiniti ma felici. Eccome.
Ed è quello che nell'ultimo periodo stiamo facendo noi.
Infatti vi scrivo quasi senza pelle delle dita e completamente ghisato.
Fa caldo, cari lettori.
L'avrete notato da voi, ma ve lo ripeto volentieri. Dove si può andare a scalare quando l'unica cosa che vorresti è un condizionatore?
A Montemale, no?
Niente male, davvero niente male.
Si tratta di una bella palestra di roccia immersa nei boschi della Val Grana appena sopra l'abitato di Dronero.
Si scala su di un calcare a gocce molto particolare e di difficile interpretazione per la presenza di molti svasi non tutti buoni.
Alcune vie di 5°+ alla sinistra della falesia carine ma niente di che ed un settore centrale dal 6a+ al 7b+ con vie quasi sempre strapiombanti che meritano anche più di un giro.
Altra chicca non da poco: alla destra della falesia, affaciandosi, si vede il Monviso. Ebbè...Montemale, niente male.
Maurizio e audax sono in forma e si fiodano subito sulle vie di V in inanellandole una dopo l'altra.
Toby... indovinate un po'...?
Dorme.
Salvo poi scoprire il modo per salire sopra le vie e guardarci sorridente dall'alto quando noi facciamo le checce isteriche per la paura che possa cadere giù.
...calma, calma Toby è moooolto più furbo di noi tre messi assieme.
Almeno così si spera per la sua incolumità.
Così si continua e mi scaldo sul 6a+ più duro d'Italia ( confermato dai vari local). Praticamente un diedro non fessurato e verticale su cui salgo nel migliore artificiale moderno. Poi la via si placa e diventa 6a+ per davvero. Ma che mazzata di partenza!
Ma le mazzate non sono mica finite qui.
Le vie sono ben chiodate ma non troppo: infatti alcune presentano passaggi duri sotto il primo chiodo in alcuni casi davvero troppo alto.
Sulla seconda via del settore principale (quella dopo il diedro che dovrebbe essere sul 6b), infatti, prima di poter rinviare il primo spit devo alzare il piedi su piccole tacche e stringere una reglette che non è certo una ronchia. Ma sopravvivo, cari lettori, anche perchè se no non sarei qui a raccontarvelo.
Intanto audax e Maurizio attaccano gli strapiombetti di V+ passando con una serenità che mi stupisce. Sono migliorati i ragazzi!
Naturalmente, come sapete, veder migliorare i compagni di scalata è sempre una gran soddisfazione.
La falesia, intanto, comincia a popolarsi di local, così mi faccio consigliare da loro sulle vie.
Provo il ''gufo'' data di 6b ma con una partenza di lanci dinamici su liste che mi cuoce le dita. Sopra diventa ben più manigliata ed estetica sopratutto quando si passa da un lato all'altro della parete quasi staccati dalla roccia ( su buone prese). Scendo e mi dicono che prima della richiodatura ( che non è ha cambiato il tracciato) veniva data di 6b+/C. E ci credo, la partenza è bella tonica!
Poi, forse allietato dalla vista del Monviso, decido di provare una via vicina allo spigolo destro. E' un bello strapiombo di continuità, più o meno il mio stile. Audax viene ad assicurarmi e si lega perchè la via parte su di un terrazzino pensile. L'esposizione, quindi, è gia buona fin dalla partenza.
Parto, allora, su ''ciao Giò'' (6c+).
Primi metri verticali ma facili su buone prese ed appoggi.
Ribaltamento su di un pianetto. Di qui seguo una fessura che sembra buona ma è da prendere col fianco destro contro la parete. Poi una presa buona per la destra mi costringe a cambiare fianco ( altrimenti non la si tiene).
Fin qui la via strapiomba sempre abbastanza.
Quindi arrivo alla sequenza finale, non senza qualche resting, dove mi aspetta un buolderino bello tignoso. E ravano, come al solito, ben bene. La parete comincia a strapiombare per bene. Piede sinistro in alto, destro in spalmo su una piccola rugosità. Piattone per la destra, appaio la sinistra su di un buon buco. Spacco il piede destro su buoni appoggi, metto più centrale il sinistro e...blocaaaaggio...niente da fare vengo giù perchè mi molla il piede sinistro. Che palle, quando succedono 'ste cose finisce che vado in pallone.
Comunque dopo il bloccaggio si va a prendere con la destra un buco abbastanza fondo per tre dita da dove si moschettona. Se ne si ha ancora si fa un altro bloccaggio andando a prendere con la sinistra un cresta di gallina appena sotto la catena. Di qui si moschetta il top agevolmente.
Raggiungo la catena con mille peripezie, scendo e, sopresa, anche qui i local mi diconi che la via, dopo la richiodatura, è passata da 7a a 6c+ ( si, lo so, è solo mezzo grado...ma per le schiappe come me non è poco!).
Ma qui sono sadici!
L'importante è comunque allenarsi al di là del grado, no?
Audax torna da Maurizio e continuano coi loro progetti e li vedo sempre più esaltati come se l'arrampicata anziché essere una passione che passa col tempo si rafforzasse sempre più.
Adesso sono quasi 3 anni che arrampichiamo, eppure, (vale anche per me) è sempre come se fosse la prima volta. L'entusiamo, la voglia, la felicità nel contatto con la roccia è sempre lo stesso.
Infatti siamo qui dalle 10 ed ancora non ne abbiamo a basta.
Ancora qualche via, dai, che tanto male non fa.
E facciamo le 18.
I local, poi, ci hanno consigliato una pizzeria di Dronero* ( il cavallo bianco).
Così uniamo l'utile al dilettevole e fuggiamo a cenare nel centro storico di Dronero...
Che magnifica attività che è l'arrampicata!
E' banale dirlo, lo so, ma è spesso nelle banalità che si cela la verità più profonda.

*P.S: consiglio la pizza porcellina ( lascio a voi immaginare cosa c'è sopra) davvero incredibile!

P.S2: la locandina non è autocelebrativa ma ironica!

P.S3: finalmente pare essersi tolta la polvere dell'inverno e la fatica di fondo dei mesi di carico...speruma bin!

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