Il giorno dei vecchi dementi











Era da un po' di tempo che non mi sentivo così disadattato.
Più o meno dall'ultima volta che avevo messo piede all'università.
Un lasso di tempo prossimo all'infinito, se mi è concesso di fare autocritica.
Poi sono andato a dare l'esame di lingua inglese uno degli ultimi che mi separano dalla laurea (N.B: non che la laurea mi sia mai sembrata quel granchè se non un dispendioso modo di rimandare un futuro impiego).
Così mi trovo in università ad aspettare che ci facciano entrare nell'aula rossa ( le aule oramai sono divise in colori un po' come le prese del pannello.
Osservo i muri pensando ad un modo acrobatico per scalarli (o viceversa ad un modo poco consono per farsi male!).
Poi mi fanno entrare e tra ansia sudoripara e tremori vari consegno il compito dopo due ore.
Tre giorni dopo mi dicono che ho passato lo scritto e che dopo due giorni avrò l'orale.
Bel modo di gettare via una settimana, cribbio!
Comunque sia passo anche l'orale così sorrido ebete certo che la scalata potrà esser per almeno due mesi l'unica ragione di vita tanto-l'esame-l'ho-passato!
Infatti il week end lo si passa a scalare.
Domenica, poi, si unisce una rediviva audace.
La baita il posto scelto così da poter godere di una buona varietà nelle difficoltà.
Così Maurizio si scatena ( si fa per dire!) sui 5 mentre con l'audace provo la bella e verticale ''la mela'' (6c). Stupenda via, molto scalabile, con qualche passo duro in partenza e continuità ( di piedi più che di dita) nella seconda parte. Via che riesco a liberare al secondo giro!
Poi un tentativo sulla simile ma più dura ''la strega''(7a) una via verticale anch'essa e con diverse tacche consolidate con la resina. Un passo chiave violento su tacche e piedi quasi in spalmo. La monto ma siccome le sensazione sono tutt'altro che positive decido si provarla in un futuro in cui sarò (forse?) più forte.
Le vie piacciono anche all'audace che però lamenta cali della continuità e della forza delle dita dovuti alle settimane di fermo (e che pretendi?).
Infine si passa allo strapiombante ''titanic'' un settore per scalatori bracciuti.
Su questi strapiombi lascio stare il sempre aperto cantiere su ''albero maestro'' (7a) per tentare la bella e centrale ''vela''(6c).
Una bella via breve ma intensa con un passo su tacche consolidate con la resina che da sotto sembrano facili da tenere ma una volta in gioco la gravità si rivela un forte nemico.
Tre giri e getto la spugna sarà per la prossima volta!
Intanto in compagni più che scalare cercano funghi, raccolgono castagne ect...
Ed è inutile che lo dica...
Ma Toby...
Dormiva!!!


La grande gioia di avere un cane è quella di poterti rendere ridicolo davanti a lui: non soltanto non ti rimprovererà, ma anche lui farà lo stesso.

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