Noufaro




Nuovo giorno, nuovo muro del pianto.
Dove andiamo, dove non andiamo optiamo per Noufaro - più che altro decido io data la mia nota simpatia per la tirannia-.
Noufaro è un bel paretone poco lontano dal famoso Arhi. E' più recente, chiodato per lo più da svizzeri e tedeschi, ed i gradi promettono di sfiancare anche le braccia più allenate.

Difficoltà e lunghezze di corda: 38 vie con difficoltà dal 5a al 7c.

Le vie sono tutte parecchio lunghe e continue, il genero di gioco al massacro che mi piace tanto. Quindi via verso la nuova meta.
Arriviamo in breve tirando al massimo il trabiccolo che con strani e sospetti rumori minaccia di lasciarci per strada.
L'avvicinamento brevissimo di soli dieci minuti in mezzo allo sterco delle capre ci prepara fisicamente e moralmente.
Quindi siamo sotto le vie. Ci imbrachiamo come due salami, tiriamo fuori la corda e parto convinto più che mai.
La prima via è quella di riscaldamento: Samba, un bel 5a placcoso con un runout finale irrazionale di una decina di metri.
La roccia è ancora meglio degli altri settori. Ruvidissima color grigio chiaro al centro e gialla negli strapiombetti di sinistra.
E' il turno dell'audace che neanche a dirlo sale rapidamente.
Passiamo quindi ad altre vie di muro decisamente più impegnative e con alcuni passi di equilibrio che mi soddisfano.
Belli stanchi e provati anche dal sole incombente tentiamo un bel 6b di muro nella zona giallastra.
Parto carico. I primi metri sono facili, di V al massimo. Poi iniziano progressivamente le difficoltà con appigli distanziati e parete più aggettante.
Arrivo al tratto chiave. E' uno scalino strapiombante al di sotto del quale corre un'esile fessurino in cui tento - senza risultati- di incastrare le dita.
Tento in altri modi. Lancio sopra ma non trovo nulla. Mi sposto a destra ed a sinistra ma non trovo nulla. Mi pianto i miei bei voli, insomma.
Dico quindi all'audace di calarmi che se vuol chiuderla provi lei.
Sale i primi metri in top rope quindi arriva al tratto chiave. Anche lei annaspa, vola, fa diversi resting.
Possibile che sia solo 6b?
Ridiscendo e torno su io ma il risultato è lo stesso di prima mentre i bolli ed i lividi vanno aumentando.
Quindi riparte l'audace. Però prima di pugnare con l'alpe si mette la sua bandana sacra stile roulette russa del film il "cacciatore". Non è solo carica, immagino abbia anche le palle piene di star ore su di una via.
Arriva in breve al tratto chiave trova appigli che fino a prima non avevamo notato ed elegantemente supera il gradino e moschettona.
Esulto prima io poi lei non appena arriva in catena.
La calo entusiasta e le chiedo: - ma come hai fatto?
Sorrido certo che mi darà una risposta da segnare.
- boh...- mi risponde.
Mi spengo. Mi vien anche da piangere perché come si fa a chiudere un 6b di quelli tosti senza saper come si ha fatto?

E' questo il vero problema di noi serial climber: non sappiamo ciò che vogliamo, non sappiamo come averlo ma in qualche modo lo otteniamo.
Sarà solo culo?

Ai posteri l'ardua sentenza.

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