Poets: ode written on a grecian wall






E si. E' proprio un'ode che verrebbe da scrivere sui bei muri calcarei del settore poeti.
Oltre ad essere uno dei settori storici è anche a due passi da Masouri ed offre scalate da favola su linee eleganti ed estetiche.
Allora perché non andarci?
Ce lo domandiamo il quarto giorno. E' ora di vedere qualcosa di nuovo - ma cosa sto dicendo, è da giorni che vediamo cose nuove-.

difficoltà e vie: 30 vie di difficoltà dal 6a al 7a+

Siamo presto in parete con le migliori intenzioni.
Mi scaldo per primo su un bel 6a con il tratto chiave su canne strapiombanti di tufo. Meravigliato da una simile linea mi chiedo se tutte le lunghezze di corda del settore possono anche solo assomigliare per bellezza a quella.
La risposta non tarda ad arrivare.
E' tutto una canna d'organo nelle vie centrali.
Fantastico, stupefacente.
Sorrido come un'ebete nonostante il volo su di un 6b 'dryads' su cui lascio parte del tessuto epiteliale del mio ginocchio.
Mi sento ritornare bambino ed appena finisco una via voglio già farne un'altra e la stanchezza non la sento anche se già presumo andrò in coma per overdose arrampicatoria.
Lo stesso è per l'audace. Anche lei riporta ferite di vario genere ed ampiezza - la roccia di Kalymnos non perdona- ma sorride comunque.
A ben pensarci chi ci vede può tranquillamente pensare che siamo due fuggiti da un nosocomio. Si perché sembriamo due esaltati anche un pò masochisti.
Il sole però prima di quanto pensassimo viene a bussare alle nostre porte. E' ora di tornare all'albergo.
Ancora una via per non perdere il ritmo e via ce ne andiamo convinti di aver fatto qualcosa di grande.
Convinti di aver colto l'attimo.
Come diceva il poeta Orazio:

Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.


Parliamo e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.

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