Stretto delle Gotte: only for strongest people...










E' estate, fa un caldo della malora.
Ci vorrebbe un posto fresco, magari con poco avvicinamento ed una gradazione abbastanza stretta da accaiarsi ben prima della catena.
Ci viene in mente Gotte, il temuto banco di prova per i climber della zona quando Erto è troppo caldo.

Dettagli:

- Gradi: dal 6a al 7b con prevalenza di 6b/c
- Esposizione: N, sempre freddo. Possibilità di arrampicare con la pioggia dati gli strapiombi sommitali.
- Posizione: val Cimoliana, parco nazionale delle dolomiti friulane.

Così partiamo, di pomeriggio, io e l'audace.
Viaggiamo leggeri: la singola da 70, 10 rinvii ed il grillo.
La palestra di roccia è proprio lungo la strada quindi parcheggiamo e siamo sotto le pareti.
Oggi niente riscaldamento data la totale assenza di vie di V.

Mi imbraco, mi infilo le katana-ciabatte-da-casa e parto su un 6b di traverso che non promette niente di buono. La prima parte è un muretto verticale con piccole reglette su cui fatico a partire, poi ne esco riuscendo a combattere contro la voglia di fare un resting.

La roccia è uno strano calcare giallognolo che pare marmo data la consistenza e la sensazione continua di arrampicare sulla cera.

Inizio il traverso, molto tecnico, su parete verticale in alcuni punti leggermente aggettante.
Ho buone tacche per i piedi ma per le mani pare non esserci nulla se non un'esile fessurino marcio. Lo seguo e mi ritrovo peggio di prima, in una posizione precaria da cui esco fortunosamente trovando una bella presa sulla sinistra.

Il resto della via non mi dà problemi e traverso alla radice un bel tetto per arrivare in catena.
Vengo quindi calato e finalmente posso decontrarre i muscoli. Questa è fatta.

E' quindi il turno dell'audace che se la cava con qualche lamento di troppo - Gotte impressiona parecchio e fa cedere i nervi lo ammetto-.

Ora, siccome vorrei provarmi un 6c a vista, possibilmente coi rinvii gia piazzati salgo un 6a di diedro non fessurato che ha la catena in comune col mio progetto.
Anche qui passo con difficoltà impressionato dalla poco intuitività dei passaggi su quella strana roccia.
Va anche l'audace e mi chiede se devo attrezzarmi il 6c.
Le faccio cenno affermativo col capo, ma non sono troppo convinto o meglio sono convinto che mi sto per ficcare nei casini.

La calo, tiro giù la corda, mi concentro e in breve parto.

La via mi pare abbastanza continua con movimento chiave a tre quarti.
La prima parte, un muretto tecnico, la supero bene perché sono caldo. Poi iniziano le tribolazioni. Mi si presenta davanti uno strapiombo apparentemente senza prese poi capisco anche su indicazione dell'audace che mi guarda da sotto, che c'è una fessura sulla destra dello strapiombo.
E' vero.
Seguo la fessura col corpo per metà fuori dallo strapiombo.
prima di tre quarti, però, faccio un resting sfinito dalla continuità della via.
Lo strapiombo finale è un vero massacro con prese piccole di quella strana roccia. Piovono resting ed improperi.
In qualche modo arrivo in catena, sfinito e capisco perché a Gotte non vien mai nessuno.
L'audace rinuncia vedendo quanto ho sofferto io così smonto tutto.

Ci proviamo ancora due muri: un 6a ed un 6b.

Poi sfiniti torniamo a casa.
Almeno oggi, devo dartene atto Drugo: - non rassegnarti, gli sbandati hanno vinto-.

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