La grande pioggia!








E' come si vede nei film.
Si, avete capito, i film sul futuro apocalittico o eccessivamente antropomorfizzato.
In quelle pellicole si vedono scenari di pioggia...e per noi climber è grande il timore che il futuro possa essere davvero così.
La grande pioggia se ne fotte se hai voglia di scalare e se ne frega altrettanto anche se sono mesi che aneli la roccia. Anzi, meglio, così c'è più gusto. Come se la grande pioggia fosse in verità una 'grande sadica'.
Ecco, per farla breve chiamiamola allegramente GS che è più breve e semplice.
Qui come dovunque chi ha la sfortuna di avere un climber nella propria famiglia patisce le pene dell'inferno.
Siamo esseri infantili ed irritabili specialmente se non possiamo fare ciò che più ci sta a cuore: scalare.
Macinare metri fino allo sfinimento.
Ma se non piove ( ed è un miracolo!) ci pensa l'umidità a spegnere ogni velleità.
Perchè saremo anche climber ma di perdere sei chili di sudore ad uscita proprio non se ne parla.
No, anzi, se ne parla eccome piuttosto che non scalare.
Così si fugge a Montalto Dora, di domenica, perchè la meteo pare concedere un oasi di sereno o meglio di brutto-ma-non-troppo.
E si scala anche se come dicevo è come salire con indosso il cappotto più pesante che avete nell'armadio.
Pazienza perchè non manchiamo di macinare metri verticali con Toby che se la dorme ( che sia lui il più furbo del gruppo?!), l'audace che si concede d'andar da prima e Maurizio che munge anche più del solito.
Così mentre audax prova a liberare ''Toni''(6b) mi impegno nel tentativo flash su ''ribaltone'' (6c) sbagliato per la poca aderenza della roccia e per mie personali incapacità e ''nonno tullio'' (6b+) al secondo giro.

E' certo, non sarà una grande stagione per la scalata ma è sempre una buona occasione per godere della natura e della compagnia e se mi perdonate la pedanteria della citazione: ...per sbaragliare tutto ciò che non è vita e non scoprire in punto di morte di non esser mai vissuto...

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