
Alla fine l'ho spuntata.
Lo sapevate vero che era questo l'atteso finale?
Mio nonno mi dice che Pietrino è passato a chiedere se domani avevamo voglia d'andare a scalare al Lagazuoi (guarda caso poco sopra Cortina).
Così la sera siamo con Pietrino ad organizzare l'uscita del giorno seguente.
Prendiamocela comoda, diciamo dandoci l'appuntamento alle 9 del mattino seguente.
Ora sarebbe stata anche una cosa tranquilla perlomeno se no aveste una nonna ansiosa come la mia. E vi assicuro che quando dico 'ansiosa' voglio proprio dire A-N-S-I-O-S-A.
Così la sera andiamo a dormire con mia nonna Ada che ci dice:'' mi raccomando domattina svegliatevi che se no arrivate in ritardo''.
Non avremmo potuto arrivare tardi in ogni modo.
Non avendo una nonna così.
Infatti sono le 5 di mattina quando la casa viene scossa da urla laceranti.
Ma proprio orrorifiche, di qualcuno che viene scannato per farvi l'idea.
SVEGLIA CHE E' TARDI!!!
La voce più o meno e quella di mia nonna ma spero che sia solo un incubo o che sia improvvisamente impazzito.
Niente di tutto questo è proprio mia nonna che urla!
Salgo come una furia mezza ardomentata.
Ma nonna non vedi che sono le 5.
Ma lei mi guarda e sorridendo innocentemente mi dice:''pensavo fosse gia mattina, torna pure a dormire''.
Non rispondo e torno giù.
No che non torno a dormire, cara Ada, perchè mi ha ghiacciato il sangue nelle vene. Ecco cosa avrei dovuto dirle.
Ma non posso perchè mi terrebbe il muso vita natural durante.
Così scendo di sotto dove trovo l'audace che fa colazione.
Però mi rifiuto di fare lo stesso, non così presto così prendo Toby e vado a farmi un giro.
La mattina è magnifico non c'è nessuno e sarebbe strano il contrario sono le 5:30.
Comunque sia almeno siamo puntuali all'appuntamento con Pietrino.
Poi si parte verso il Lagazuoi.
E non starò a dirvi che Pietrino è più o meno la bibbia della roccia della zona.
Insomma se gli chiedete delle falesie da buon alpinista non vi manda a fanculo ma quasi però delle vie di montagna sa tutto, nomi, gradi, lunghezza e le ha ripetute praticamente tutte!
Bestia bipeda che non è altro non riesco a metterlo in difficoltà in nessun modo.
Quella l'ho fatta, l'altra la conosco, li ho scalato, la anche.
Ocio ad Anticaprie?
Quella via balorda di 6a, avete presente?
Ma si quella su cui molti che scalano su quel grado si incagliano.
L'ha chiodata lui anche se ci tiene a sottolineare che prima che la richiodassero c'era meno materiale in loco.
Poi raggiungiamo la zona di Cortina dove la roccia umana ci illustra tutti i monti e le vie che li percorrono.
Ferrate, vie alpinistiche, camminamenti non c'è modo con cui l'uomo non abbia intentato la via di quella mastodontiche vette.
E vi assicuro che se ci passate sotto non potete far altro che guardarle con rispetto. Il massimo del rispetto ed un poco di timore reverenziale. Montagne così alte da proporre sviluppi di almeno 800 metri.
Poi arriaviamo finalmente al passo del Falzarego e parcheggiamo alla base della funivia.
Seguiamo quindi il sentiero largo e sterrato che sale verso le base del Lagazuoi.
Per chi non lo sapesse la zona è stata teatro delle più sanguinose guerre e questi monti sono percorsi da cunicoli dei militari ed intere camerate sono state scavate nella roccia....anche se adesso come ha detto Pietrino ''le usano solo più come cagatoi''.
La parete attrezzata a palestra di roccia del Piccolo Lagazuoi colpisce subito per la qualità della roccia molto ruvida e ricca di tacche. Inoltre è possibile anche scalare su un suggestivo ''menhir'' di quasi 35 metri. Se considerate il panorama a 360° sulle vette e il sole dei 2000 metri che vi leviga la pelle potete anche credere d'aver trovato il paradiso terreno.
Partiamo con alcune vie semplice ma piacevoli in cui le prese sono sempre buone e si può quindi sperimentare tecniche nuove. Per noi che siamo sempre lì a tirare è qualcosa di nuovo ed estremamente divertente.
Ogni tanto, anzi sempre, giro la testa ad osservare il panorama che è stupefacente.
Pietrino mi dice i nomi delle vette, ma dopo tre secondi ammaliato da quel ben di dio, me li sono gia dimenticato.
Intanto anche Pietrino e l'audace godono di quella bella roccia.
Tutte le vie, anche le più semplici meritano di esser ripetute ma non andate al Lagazuoi con lo spirito da esaltati falesisti quanto piuttosto (almeno al prima volta) con la voglia di godere di belle vie in ambiente di montagna. Non ne rimarrete delusi.
Dopo un paio di vie divertenti Pietrino mi indica una bella via su roccia striata di giallo.
La via a sentirlo promette bene.
C'è un passo che devi lanciare ad una piatta se la prendi bene, se no sfiondi. Mi dice.
Allora che cosa stiamo aspettando? Proviamola!
Pietrino è vago sul grado ed a me poco importa se la linea è bella anche se sapere su cosa vado a ficcarmi male non fa.
Ma sarà sesto meno. Mi dice.
Poi si sdraia a terra mentre parto.
Partenza a tacche fino ad un primo pianetto.
Ribaltamento.
Di nuovo muro a tacche quasi sempre nette ed una roccia piacevolmente rugosa per i piedi.
Intanto comincio ad avvicinarmi alla fascia giallastra.
Moschetto e mi guardo i passi. Vedo una reglette sopra la testa e posso raggiungerla alzando appena i piedi. Poi quasi più niente fino ad un buco sopra lo spit che devo ancora moschettonare.
Capisco subito che il lancio è quello.
Per i piedi diciamo che non c'è esattamente di tutto ma qualcosa di buono lo si trova.
Comunque sono costretto a farmi bloccare ben prima di impostare il passo perchè sto finendo la benza. La parete è sempre verticale sono a ¾ e scelgo di provare il passo da fresco piuttosto che perseverare nel tentativo a vista.
Ma potrebbe anche essere 6b mi rincuora Pietrino da sotto.
La chiodatura in questo passo non agevola affatto essendo piuttosto obbligatoria. Infatti prima si effettua il lancio poi ci si protegge.
In realtà come avrò modo di constatare la presa a cui si lancia è un buco rugoso ma tendenzialmente piatto che preso lanciando non è comodissimo. Così ravano fino alla catena su questa via per me bella balorda. Belli solidi questi gradi dolomitici ( o poco solide le mie dita...)!
Ancora una via semplice ma piacevole perchè a filo di cresta e si passa al gioiello della falesia: il torrione.
Si tratta infatti di un torrione distaccato dal resto del corpo roccioso. E' alto una trentina di metri e su di esso sono stati tracciato 3 itinerari di cui uno dei quali con divertente arrampicata conduce alla cima.
Scaliamo quindi fino alla cima districandoci tra fessure e gocce di calcare colpiti dal panorama che si gode dalla sommità. Totale.
Ma la giornata non finisce sulla roccia.
Piuttosto termina a suon di Krapfen che il buon Pietrino offre in una pasticceria di Cortina. Che buoni!
Ora vi saluto perchè vado a dormire ustionato dal sole di questa bella giornata e sopratutto molto stanco perchè ho dovuto tenere Toby al giunzaglio. Il cagnolone infatti voleva dare la caccia alle marmotte. Ma si può?
See you later, alligator!
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