FINITA la festa della laurea – ma quale festa?- ci interroghiamo su dove si possa andare a scalare – o meglio: dove non si schiatti dal caldo-.
Dopo una serissima e dettagliata selezione dei posti la mano del selezionatore/tiranno – la mia- cade sulla parete dei Militi.
Questa grande e storica falesia sopra Bardonecchia viene spesso decantata dai climber valsusini ma noi, per un motivo o per l'altro, non siamo ancora riusciti a metterci piede – o mano?-.
Quale migliore occasione per una fuga dall'umidità assassina?
Domenica mattina partiamo presto ma proprio presto – no, non è vero siamo dei pigroni- con Tobia che gia sogna verdi prati dove dormire più o meno tutto il giorno, io sogno pareti su cui scalare tutto il giorno, l'audace sogna vie farlocche da fare più o meno tutto il giorno e Maurizio sogna sciagure in parete da vedere più o meno tutto il giorno.
I sogni dei 4 vengono presto interrotti dai lavori autostradali che obbligano ad un'inattesa sosta autostradale. Ma tra lamente improperi e russamenti – di Tobia, naturalmente, che nel baule ronfa come un ghiro- riusciamo a raggiungere Bardonecchia.
Attenzione: ho detto Bardonecchia, non la falesia.
Infatti prima di arrivare alla falesia riusciamo a tirare dritto per il Colle della Scala impensierendoci solo quando cominciamo a vedere che sbuca in Francia!
Ma alla fine più o meno quando il sole è al suo zenit e la roccia viene infiammata dai suoi raggi riusciamo ad rintracciare la falesia.
Quindi in ordine scendiamo, ci fiondiamo in falesia, ci imbrachiamo di corsa e via.
Partiamo sulle vie all'estrema sinistra perché lì non c'è nessuno – e c'è un motivo, no?-. Monto il primo tiro 'Tao' (6a+) una placca tecnica lunga e divertente non fosse che il sole ha reso la partenza aderente come una lastra di marmo di Lasa...quindi...e qui si spiega perché tutti scalavano di là!
Intanto, mentre Tobia potete immaginare cosa fa, i due associati si legano e montano 'primi passi'(5), bravi!
Così ferito nell'orgoglio per la poca aderenza di questo calcare parto per 'Swish' (6c) un nome tutto un programma. Si tratta di una via alquanto breve ma non per questo non interessante. Si scala su di un muro appena verticale su prese piccole ma nette ed appoggi sempre più piccoli man mano che si sale. Parto col timore che l'aderenza sia così così e mi ritrovo a vista a tre quarti della via dove sbaglia – o non intuisco- il passaggio venendo giù come l'ultimo dei piciu. D'altronde 'Swish' cari i miei lettori non vi ricorda tanto il rumore onomatopeico di qualcuno che fionda?
Comunque sia al secondo giro libero questo tiro con una certa amarezza per aver sbagliato il tentativo 'a vista'- tanto per cambiare!-.
Intanto i compagni si cimentano sulle placche di grado 6a dove l'audace sale agilmente grazie al suo personalissimo motto ''tanto la suola tiene''... Mah...
Maurizio, invece, munge più o meno come un bracciante agricolo grazie al suo personalissimo motto ''tanto il rinvio tiene''...Mah...
Passiamo poi tutti sulla classicissima via 'Albatros' (6a)una bella lunghezza su roccia stranamente poco usurata -!-.
E poi, finalmente, mi ritrovo ad esser soddisfatto di una performance.
Decido di provare 'a vista' la via 'filanda'(6c). Questa è una lunghezza leggermente strapiombante che segue uno spigolo con un percorso estremamente estetico. La via è sui venti metri senza passi eccessivamente difficili ma piuttosto continua.
Parto con la giusta carica e mi ritrovo indenne sopra alle prime sequenze su piattoni verticali. Un buon riposo mi permette di sghisare bene e di riprendermi di testa e tento di arrivare in catena senza cadere; nel giro di qualche minuto mi ritrovo in catena soddisfatto e se posso permettermi di dirlo anche molto stanco. Scalare 'a vista' è uno stile in cui sono poco efficace ma che se va a buon fine è estremamente appaggante. Oggi finalmente riesco su un 6c a vista lasciandomi alle spalle la personalissima sindrome del 'la chiudo al secondo giro'. :)
Ancora un tiro di defaticamento per tutti e corriamo a Bardonecchia per la gelato-merenda – oggi direi meritata!-.
Giornata fresca, falesia superlativa e compagnia solita ma piacevole...cosa volere di più?
Magari un giretto a Gravere domani come abbiamo combinato con Danilo!
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